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Sono arrivato a BuckLand: ho già preso possesso del luogo

Diario di un cane spavaldo-esploratore (che si sente subito a casa)


Premessa

Io sono un cane semplice.

Vedo un posto nuovo? Lo annuso.

Se mi piace? Lo adotto.

E se il mio umano fa la faccia triste e drammatica (come se mi stesse lasciando in un monastero tibetano), io faccio il mio lavoro: vivere la vita.


Capitolo 1: L’auto (ovvero: l’umano fa teatro, io faccio strategia)

Il mio umano, in macchina:

“Amore… stai tranquillo… è un posto bellissimo… mamma torna presto…”

Io, dentro: Ok. Se mi dici “tranquillo”, vuol dire che sei tu quello agitato.

Io invece ero concentrato su cose serie:

·         dove stiamo andando

·         quanti odori nuovi ci sono

·         se lì esiste un punto snack


Capitolo 2: L’arrivo (ovvero: benvenuti nel mio nuovo regno)

Scendo e BAM.

Parco. Spazio. Erba. Aria buona.

Io faccio due passi e penso:

Questo posto ha potenziale. Potrei diventare sindaco.

Poi vedo Nicole e Lotte.

Nicole

Ciao! Con calma, vieni.

Lotte

Facciamo due passi, ti ambienti.

Io: Con calma? Certo. Io sono calmissimo. Sono gli altri che devono stare al mio passo.


Capitolo 3: L’umano e la scena madre

Il mio umano si abbassa e mi fa il discorso.

Quello lungo.

Quello con le pause.

Quello con gli occhi lucidi.

“Amore mio… mi manchi già… fai il bravo…”

Io: Sì sì. Ciao. Ho visto un cespuglio interessante. Non posso perdere tempo.


Capitolo 4: Il tour guidato (che non mi ha chiesto nessuno)

Io entro e inizio:

·         annuso qui

·         annuso lì

·         annuso tutto

Poi trovo un punto perfetto per fare finta di essere un cane molto impegnato.

Nicole mi guarda e fa quella faccia da “ok, questo è uno che si sente a casa”.

Io: Esatto. Ho già deciso dove metto le mie cose. Anche se non ho cose.


Capitolo 5: Incontro con altri cani (ovvero: io seleziono)

Arriva un cane super entusiasta.

“CIAO! AMICIZIA! SUBITO!”

Io lo guardo come si guarda un venditore di contratti telefonici:

Interessante. Ma fammi capire chi sei.

E qui succede una cosa bella: nessuno mi spinge.

Lotte

Ok, vediamo compatibilità. Piccoli gruppi. Ritmi giusti.

Io: Finalmente un posto dove il mio carisma non viene sprecato nel caos.


Capitolo 6: La pausa (ovvero: io riposo perché sono un professionista)

A un certo punto mi sdraio.

Non perché sono triste.

Perché sono un cane evoluto.

Io faccio:

·         esplorazione

·         socialità controllata

·         pausa

È come una giornata di lavoro ben fatta.


Capitolo 7: Il colpo di scena: l’umano è quello “sensibile”

Nicole prende il telefono.

Nicole

“Ha mangiato?”

Io: Sì. Con dignità.

Nicole

“Ha fatto pipì?”

Io: Sì. Anche quella. Grazie per l’interesse scientifico.

Nicole

“Ha guardato il cancello con gli occhi tristi?”

Io: No. Ho guardato un albero con gli occhi innamorati.


Capitolo 8: Come capisci se è il posto giusto (detto da uno spavaldo)

Il posto giusto è quello dove:

·         ti lasciano essere te stesso

·         non ti buttano nel caos “così ti sfoghi”

·         ti fanno fare pause vere

·         ti trattano come un individuo, non come un numero

E se il tuo umano è alla prima esperienza e ha mille paranoie…

Tranquillo.

Qui lo capiscono.


Epilogo

Quando il mio umano torna, io sono felice.

Ma non faccio la tragedia.

Faccio solo una cosa elegante:

“Ciao. È andata bene. Possiamo rifarlo.”


Vuoi un ingresso fatto bene (senza drammi)?

Se è la prima volta, o se vuoi fare le cose con calma, c’è Ingresso Sereno: un percorso graduale, rispettoso, senza forzature.


Scrivi su WhatsApp a Nicole: +39 327 718 9660Sito: www.buckland.itEmail: info@buckland.it

Team BuckLand

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